Carlo Antonio Molli

Carlo Antonio Maria Gaetano Vincenzo Molli (1759 – 1830) nacque a Borgomanero il 13 maggio 1759 da Carlo Ignazio Molli e Francesca Maria Azari, in una delle famiglie più antiche e influenti della città.  Tra i parenti illustri si ricordano Giovanni Stefano, canonico nella collegiata di San Bartolomeo, e il giureconsulto Bartolomeo; il nonno paterno, Carlo Antonio sr., era figlio di Adelaide Caterina Cotta e Pietro Francesco Molli.

Carlo Antonio jr. si laureò in utroque iure il 18 maggio 1782 presso l’Università di Torino e il 6 settembre il Senato di Torino lo dichiarò idoneo a esercitare giudicature. Egli intraprese una brillante carriera come giureconsulto, ricoprendo numerose cariche nei territori di Novara, Riviera d’Orta e fino a Vigevano. Dal 1794 divenne consigliere comunale e nel 1796 sindaco di Borgomanero. Si sposò due volte ed ebbe dodici figli: ricordiamo in particolare Pietro (1794, canonico primicerio dell’Ospedale della Santissima Trinità) e Giovanni Maria Giulio (1799 -1865, celebre architetto e sindaco di Borgomanero). Adottarono anche la figliastra Adelaide Giovanna Francesca Luigia (n. 1808).
Tra i discendenti, l’ingegnere Stefano (1858 – 1916) e l’architetto Alessandro (Sandro) Molli-Boffa (1893 – 1980), rispettivamente figlio e nipote di Giovanni Maria Giulio, raggiunsero fama internazionale nel settore dell’architettura.

Nel 1825 Carlo Antonio si ritirò dalla vita pubblica e professionale per dedicarsi esclusivamente alla famiglia e agli amati studi. Morì per malattia nella sua abitazione a 71 anni, il 19 maggio 1830, e fu sepolto il giorno successivo nella cappella di famiglia nel cimitero cittadino.

Carlo Antonio Molli si distinse tra i contemporanei come erudito e collezionista, esperto paleografo e diplomatista. A partire dal 1780 ca. fino alla morte, raccolse una grande quantità di materiale documentario proprio nei luoghi dove esercitava le cariche giuridiche. Egli provvide personalmente a rilegare le carte sciolte con del cartoncino, secondo le usanze dell’epoca, costituendo circa 400 volumi. Lavorò a una quantità di memorie e studi di argomento eterogeneo, tramandatici in forma di bozze manoscritte nel Fondo. Si dedicò in particolare alla sua città natale, tanto da essere considerato il primo storico di Borgomanero.

Il Fondo si tramandò alle generazioni successive fino alla donazione del 1973 con cui Alessandro Molli Boffa consegnò alla Fondazione Marazza l’archivio e la biblioteca di famiglia (oltre 10.000 volumi stampati tra la metà del XV e l’inizio del XIX secolo, tra cui manoscritti miniati, incunaboli, cinquecentine). In seguito al trasferimento presso la Fondazione, si procedette al primo riordino e censimento delle carte, concluso nel 1974 con l’inventario a cura di Alfredo Papale.

Nel 2016 la Fondazione ha proceduto a un nuovo riscontro e a un parziale riordino dei documenti, arrivando alla pubblicazione dell’inventario definitivo, basato su standard di descrizione archivistica aggiornati, e disponibile on-line.

[Informazioni tratte dall’Inventario del Fondo Carlo Antonio Molli, a cura di Barbara Gattone, Fondazione A. Marazza, Borgomanero, 2016, consultabile qui].

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